Tutti
conosciamo le emozioni e tutti abbiamo a che fare con
loto durante la nostra vita. Le emozioni sono presenti
in ogni momento della giornata e mediano costantemente il rapporto
che abbiamo con l’ambiente fisico e sociale. Proprio per questa
loro importante funzione possono essere grande fonte di stress,
soprattutto se non
impariamo a gestire le nostre emozioni o più
semplicemente a riconoscerle negli altri.
Ma
conosciamo realmente cos’è
un’emozione?
Iniziamo
con
il dare una
definizione
presente
in letteratura: “l'emozione
è una reazione
somatica e affettiva intensa, di breve durata ed evidente,
in risposta ad uno stimolo ambientale ed avente
valore adattivo”.
Andiamo
ad analizzare insieme alcune
parti di questa
definizione…..
La
prima cosa da capire è che le
emozioni
hanno tutte
una
causa scatenante
che
è ben
riconoscibile
dalla persona
che le subisce;
in
assenza di tale riconoscimento molti
studiosi sono concordi nell’affermare che non si può parlare di
situazioni emozionali.
Inoltre
l’emozione
si sviluppa sul piano conscio; questo significa che
durante
un’emozione
siamo
tutti
consapevoli di
essere emozionati.
Quando
nella
definizione si
parla di
“….reazione somatica….”
si
intende che
l’emozione
provoca una
modificazione di
breve durata
nel
soggetto.
Tale
mutamento avviene a
livello somatico, a
livello vegetativo
e a
livello psichico.
Detto
in soldoni vengono
alterate le
funzioni vegetative (come la circolazione, la respirazione, la
digestione e la secrezione); le funzioni motorie (tramite
l'ipertensione muscolare) e le funzioni sensoriali (con possibili
disturbi alla vista e all'udito). Le reazioni viscerali si
manifestano con una momentanea perdita del controllo neurovegetativo,
con conseguente incapacità temporale di astrazione dal contesto
emozionale. I
cambiamenti
psicologici
si manifestano come riduzione del controllo sul
Se',
con difficoltà ad articolare logicamente azioni e riflessioni e con
una
diminuzione delle capacità di metodo e di critica.
Queste
componenti si attivano tutte quasi contemporaneamente ed il loro
ordine di comparsa risulta
casuale.
Quando
si parla di
“...evidente...”
si
intende che le emozioni
hanno in se varie
componenti che le rendono chiare
e visibili agli altri.
La
componete emozionale
fisiologica
(già
accennata sopra) consiste
in cambiamenti relativi a processi biochimici.
Quindi
la risposta emotiva
porta il soggetto ad aumentare la sudorazione e la temperatura
cutanea, a dilatare le pupille, ad accelerare
i battiti cardiaci. Inoltre vi sono delle variazioni dell'adrenalina
e della noradrenalina, dell'ormone tiroideo e di quello ipofisario
(naturalmente
non osservabili ad occhio nudo).
La
componente
emozionale
espressivo-motoria fa
si che le emozioni
siano osservabili a livello non verbale dagli altri.
La
componente
emozionale
cognitiva consiste
nella
capacità di valutazione l'emozione. Questa capacita ci permette di
riconoscere lo stimolo e le emozioni
altrui, la piacevolezza-spiacevolezza, la funzionalità, o meno, e
se
l’emozione
sia
o meno compatibile alle norme sociali.
Oltre
a queste componenti
emozionali
vi
sono: la componente
motivazionale
che riguarda il rapporto
che c'è tra l'emozione
e la motivazione e la
componente
soggettiva
che
associa l'emozione
ad un vissuto emozionale
proprio,
al
fine di
poter
tradurre
in parole il proprio o
l’altrui vissuto.
Molte
persone considerano l'emozione
come
un
elemento di disturbo del comportamento razionale. Esistono
emozioni
che
vengono vissute
in maniera talmente
intensa da
portate il
soggetto a compiere comportamenti
evitanti o disfunzionali. Un'emozione
molto forte e sconvolgente impedisce il normale svolgimento dei piani
che una persona ha elaborato. Tuttavia esistono emozioni moderate che
accompagnano le
persone in
ogni momento della loro
vita (es. gioia moderata, curiosità) e che non le
distolgono
dal perseguire i loro
obiettivi; anzi molte volte favoriscono la messa a punto di strategie
più mirate ed adeguate.
Infine
non possiamo scegliere il tipo di emozione
da utilizzare in base alla situazione, in quanto le risposte emozionali
sono innate e non apprese. Il primo a studiare in maniera scientifica
l’emozione
fu Darwin
che
assegnò
all'emozione
un valore adattivo, al fine di garantire la sopravvivenza della
specie. Le emozioni
quindi
assumono
un importante significato perché
sono
rivelatrici delle intenzioni dell'individuo e per questo motivo sono
innate e
non apprese.
Tra
i vari studi Darwin
notò
che alcune
espressioni emozionali dell'uomo compaiono in forma simile in molti
animali; alcune espressioni emozionali compaiono nei bambini molto
piccoli nella stessa forma che negli adulti, prima che vi siano state
grandi opportunità di apprendimento; alcune espressioni emozionali
appaiono identiche nei bambini nati ciechi e in quelli con vista
normale; alcune espressioni emozionali compaiono in forma simile in
razze e gruppi umani ampiamente diversificati.
dott.Emilio PALOZZI - psicologo
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