domenica 20 agosto 2017

Emozioni, conosciamole meglio per vivere meglio!


Tutti conosciamo le emozioni e tutti abbiamo a che fare con loto durante la nostra vita. Le emozioni sono presenti in ogni momento della giornata e mediano costantemente il rapporto che abbiamo con l’ambiente fisico e sociale. Proprio per questa loro importante funzione possono essere grande fonte di stress, soprattutto se non impariamo a gestire le nostre emozioni o più semplicemente a riconoscerle negli altri.
Ma conosciamo realmente cos’è un’emozione?
Iniziamo con il dare una definizione presente in letteratura: “l'emozione è una reazione somatica e affettiva intensa, di breve durata ed evidente, in risposta ad uno stimolo ambientale ed avente valore adattivo”.
Andiamo ad analizzare insieme alcune parti di questa definizione…..
La prima cosa da capire è che le emozioni hanno tutte una causa scatenante che è ben riconoscibile dalla persona che le subisce; in assenza di tale riconoscimento molti studiosi sono concordi nell’affermare che non si può parlare di situazioni emozionali.
Inoltre l’emozione si sviluppa sul piano conscio; questo significa che durante un’emozione siamo tutti consapevoli di essere emozionati.
Quando nella definizione si parla di “….reazione somatica….si intende che l’emozione provoca una modificazione di breve durata nel soggetto. Tale mutamento avviene a livello somatico, a livello vegetativo e a livello psichico. Detto in soldoni vengono alterate le funzioni vegetative (come la circolazione, la respirazione, la digestione e la secrezione); le funzioni motorie (tramite l'ipertensione muscolare) e le funzioni sensoriali (con possibili disturbi alla vista e all'udito). Le reazioni viscerali si manifestano con una momentanea perdita del controllo neurovegetativo, con conseguente incapacità temporale di astrazione dal contesto emozionale. I cambiamenti psicologici si manifestano come riduzione del controllo sul Se', con difficoltà ad articolare logicamente azioni e riflessioni e con una diminuzione delle capacità di metodo e di critica.
Queste componenti si attivano tutte quasi contemporaneamente ed il loro ordine di comparsa risulta casuale.
Quando si parla di “...evidente...si intende che le emozioni hanno in se varie componenti che le rendono chiare e visibili agli altri.
La componete emozionale fisiologica (già accennata sopra) consiste in cambiamenti relativi a processi biochimici. Quindi la risposta emotiva porta il soggetto ad aumentare la sudorazione e la temperatura cutanea, a dilatare le pupille, ad accelerare i battiti cardiaci. Inoltre vi sono delle variazioni dell'adrenalina e della noradrenalina, dell'ormone tiroideo e di quello ipofisario (naturalmente non osservabili ad occhio nudo).
La componente emozionale espressivo-motoria fa si che le emozioni siano osservabili a livello non verbale dagli altri.
La componente emozionale cognitiva consiste nella capacità di valutazione l'emozione. Questa capacita ci permette di riconoscere lo stimolo e le emozioni altrui, la piacevolezza-spiacevolezza, la funzionalità, o meno, e se l’emozione sia o meno compatibile alle norme sociali.
    Oltre a queste componenti emozionali vi sono: la componente motivazionale che riguarda il rapporto che c'è tra l'emozione e la motivazione e la componente soggettiva che associa l'emozione ad un vissuto emozionale proprio, al fine di poter tradurre in parole il proprio o l’altrui vissuto.
Molte persone considerano l'emozione come un elemento di disturbo del comportamento razionale. Esistono emozioni che vengono vissute in maniera talmente intensa da portate il soggetto a compiere comportamenti evitanti o disfunzionali. Un'emozione molto forte e sconvolgente impedisce il normale svolgimento dei piani che una persona ha elaborato. Tuttavia esistono emozioni moderate che
accompagnano le persone in ogni momento della loro vita (es. gioia moderata, curiosità) e che non le distolgono dal perseguire i loro obiettivi; anzi molte volte favoriscono la messa a punto di strategie più mirate ed adeguate.
Infine non possiamo scegliere il tipo di emozione da utilizzare in base alla situazione, in quanto le risposte emozionali sono innate e non apprese. Il primo a studiare in maniera scientifica l’emozione fu Darwin che assegnò all'emozione un valore adattivo, al fine di garantire la sopravvivenza della specie. Le emozioni quindi assumono un importante significato perché sono rivelatrici delle intenzioni dell'individuo e per questo motivo sono innate e non apprese. Tra i vari studi Darwin notò che alcune espressioni emozionali dell'uomo compaiono in forma simile in molti animali; alcune espressioni emozionali compaiono nei bambini molto piccoli nella stessa forma che negli adulti, prima che vi siano state grandi opportunità di apprendimento; alcune espressioni emozionali appaiono identiche nei bambini nati ciechi e in quelli con vista normale; alcune espressioni emozionali compaiono in forma simile in razze e gruppi umani ampiamente diversificati.


                                                                                                         dott.Emilio PALOZZI - psicologo

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